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SCO in bancarotta!
settembre 2007 da Lobotomia
Apprendo da Linux.com, OSNews e OSSBlog la notizia che annuncia la bancarotta per SCO. Analizziamo i fatti.
Di per se la cosa non mi fa dispiacere per determinati motivi, la storia del diritto d’autore in primis, ma c’è da dire che anche SCO ha dato in qualche modo il suo contributo.
Ripercorriamo un pò la storia di SCO Group dalla sua fondazione come Caldera Systems all’annuncio di bancarotta di questi giorni:
SCO Group nasce nel 1998 come Caldera Systems, società che realizza e commercializza una distribuzione linux, nota appunto come Caldera Linux, questa distribuzione affiancava al software GNU del software proprietario ed aveva come target le aziende.
Nel 2000 Caldera entra in contatto con la società Santa Cruz
Operation (notare le iniziali), società produttrice e licenziataria di diversi sistemi Unix concorrenti di Linux tra cui lo UNIX di AT&T, acquisendo UnixWare e SCO UNIX (che aveva già cambiato nome in OpenServer).
Il 2002 è l’anno dei grandi cambiamenti, Caldera si rende conto di guadagnare di più dall’eredità di SCO UNIX che non da Linux, decide di cambiare il proprio nome in SCO Group e acquisisce alcune aziende controllate dalla Santa Cruz Operation nonchè la maggior parte dei suoi dipendenti.
Circa un anno dopo SCO annuncia di indagare sull’infrazione del diritto d’autore dei suoi prodotti UNIX. Quindi proprio nel 2003 viene intentata una causa legale contro IBM che viene accusata di aver rubato segreti industriali di UNIX e di averli resi disponibili agli sviluppatori del kernel Linux e nello stesso periodo molte grandi società furono contattate da SCO per una possibile violazione del copyright poichè utilizzavano Linux. Nonstante gli introiti di SCO salissero (o almeno i titoli in borsa), la maggior parte delle altre aziende del mondo open source e *nix si allontanavano da tale società, SUSE annuncio che sarebbero stati rivisti i loro rapporti commerciali ed in seguito la stessa SUSE insieme ad IBM e Red Hat denunciarono SCO per diffamazione.
Il 2004 fu un anno negativo per SCO, fu duramente attacca da un massiccio Denial Of Service (ricordate il virus MyDoom?), le ipotesi portarono a sospettare della comunità open, io tutt’oggi ho ancora i miei dubbi.
2007: In ultimo un contenzioso tra Novell e SCO su chi detiene i diritti di UNIX e UnixWare, la sentenza è arrivata qualche giorno fa dando ragione a Novell.
14 Settembre 2007: SCO presenta i documenti necessari per accedere al “Chapter 11″, una legge che permette di riorganizzare l’assetto societario per evitare la liquidazione totale dell’azienda.
Già Mandriva anni fa riuscì a risollevarsi da una quasi chiusura fallimentare, chissà che SCO non possa fare altrettanto (ma io non glielo auguro).
Sicuramente da anni ormai SCO non ha le simpatie degli utenti Linux e ad ogni modo del mondo Open Source e Free Software in generale, e non credo sia nelle loro intenzioni un cambio di rotta e un ritorno all’ovile, piuttosto da un’azienda il cui “core business” degli ultimi anni è stato intentare azioni legali (e perderle) mi aspetto un ritorno del tipo “per colpa vostra stavamo fallendo”.
In questo caso la comunità il suo responso lo ha dato da tempo, adesso tocca tutto alla finanza americana.
Link
- La notizia ufficiale sul sito di SCO Group
- L’articolo di OSSBlog
- L’articolo di OSNews
- L’articolo di Linux.com
- La notizia su Yahoo Finance
- Gli aggiornamenti su GrokLaw






























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settembre 17th, 2007 alle 13:11
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settembre 17th, 2007 alle 14:25
Ciao Killo, grazie per essere passato, mi spiace ma al momento non linkiamo siti personali!
A Presto
febbraio 19th, 2008 alle 17:06
[...] è stata la Stephen Norris Capital Partners (SNCP), questo introito servirebbe a salvare SCO dalla bancarotta e a dargli nuova linfa vitale per il proprio [...]