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Ad ogni Distribuzione il suo nome
febbraio 2008 da Lobotomia
Vi siete mai chiesti da dove vengano i nomi delle distribuzioni di Linux? Dare il nome a qualcosa non è mai semplice, ma a volte i creatori delle nostre care distribuzioni si sono davvero superati!
L’articolo è stato scritto da Walter Corno, autore del blog doppiavu, ed è la raccolta di suoi due articoli intitolati appunto Ad ogni distribuzione il suo nome 1 e 2, buona lettura.
Iniziamo dalle distro più famose:
- Debian: il nome deriva da Deb (Debra, la fidanzata… ora moglie) + Ian (Ian Murdock, il creatore della distro);
- Slackware: deriva dal termine Slack (usato dalla Church of the SubGenius, un movimento “religioso” nato a Dallas nel 1953) e indica la sensazione di benessere, di libertà e di indipendenza che si prova quando si raggiungono i propri obiettivi;
- Red Hat: deriva da un cappello a striscie bianche e rosse molto caro a Marc Ewing, il fondatore di Red Hat ;
- Mandriva: deriva dalla fusione tra Mandrake (la distro originale) + Conectiva (un’altra distro acquisita da Mandrake), il nome originale (appunto Mandrake) è stato cambiato dopo aver perso una causa con la Hearst Corporation detentrice del marchio “Mandrake” (l’omonimo personaggio dei fumetti);
- Fedora: non ho trovato una spiegazione ufficiale, ma credo che derivi dal “fedora”, un cappello tirolese (visto che fedora è nata da Red Hat l’ipotesi è abbastanza convincente);
- Ubuntu: deriva da una parola Zulu che significa qualcosa tipo: “umanità verso gli altri”, a volte tradotto anche come “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”;
- Gentoo: deriva da una particolare specie di pinguini, chiamati appunto gentoo (sono i pinguini più veloci);
- Sabayon: ovviamente il nome è la traduzione inglese di Zabaione (tipico dolce fatto con zucchero, tuorli d’uovo e marsala), però tra le FAQ ufficiali la domanda sul perchè è stato deciso questo nome non ha ancora una risposta;
- PCLinuxOS: non ho trovato una spiegazione ufficiale, ma il nome potrebbe derivare dal fatto che Bill Reynolds (il creatore della distro) inizialmente manteneva un repository RPM in parallelo con il sito PCLinuxOnline.com;
- (open)SUSE: inizialmente il nome era S.u.S.E. ovvero l’acronimo di Software- und System-Entwicklung (Sviluppo di Software e sistemi), ma nel 2004 il nome è stato modificato in SUSE Linux e non ha più alcun significato;
- MEPIS: il nome non significa assolutamente niente, semplicemente è saltato fuori da una conversazione Skype un po’ disturbata tra Warren Woodford (il creatore di MEPIS) ed un suo amico. Ora il nome (sempre secondo Warren) può essere inteso come un acronimo multi-scopo, per esempio: Managerial/Medical/My Educational/Entertainment and Personal/Private Information/Infrastructure Systems/Society/Security;
- DSL: semplicemente il nome più azzeccato in assoluto, infatti DSL sta per Damn Small Linux (Linux Dannatamente Piccolo), basta guardare le dimensioni delle immagini iso di questa distro per rendersene conto.
Passiamo ora ai nomi di distro meno conosciute:
- Puppy Linux: il nome deriva da un cucciolo (in inglese puppy) di cane, che è la mascotte della distribuzione;
- CentOS: il nome sta per “Community enterprise Operating System”;
- Ututo: il nome deriva da un geco del nord dell’Argentina;
- Knoppix: il nome suppongo derivi da Klaus Knopper (il creatore della distro) + Unix;
- Freespire: il nome deriva dalla distribuzione Linspire, dalla quale si differenzia per essere appunto totalmente Free;
- Sidux: il nome deriva da Sid + Linux, sta ad indicare che si tratta di una distribuzione basata sul ramo unstable di debian (nome in codice: Sid, il vicino di casa in Toy Story);
- DeLi Linux: sta per Desktop Light Linux;
- Pentoo: deriva da Penetration e Gentoo, infatti si tratta di una distro pensata per effettuare penetration test, basata su Gentoo;
- BLAG: sta per Brixton Linux Action Group;
- Slax: è una abbreviazione di Slacks (da Slackware);
- Arch: deriva da arciere;
- KateOS: deriva da Kate, il nome di una amica di Damian Rakowski (il creatore della distro);
- Zenwalk: deriva dalla filosofia Zen, infatti il suo motto è “Ever tried Zen computing?”






























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