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Accordo tra il governo britannico e i provider per fermare il P2P

luglio 2008 da Garulf

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Qualche giorno fa sei dei maggiori provider britannici (BT, Virgin, Orange, Tiscali, BSkyB e Carphone Warehouse) hanno firmato un accordo con il governo britannico per contrastare il fenomeno del .

I vari ISP invieranno email a chi userà servizi per scambiare materiale protetto da copyright. Sebbene le contromisure effettive attualmente siano poche il governo ha aperto un team team di esperti per stilare una legge che regoli le sanzioni per  gli utenti . Potrebbero essere inviate email agli utenti , e dopo il terzo avvertimento incorrere nella limitazione della banda, nella cancellazione dell’account o nel pagamento di una sovrattassa annuale o mensile. I provider potranno includere nelle email anche un link per utilizzare servizi a pagamento.

[via BBC]

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3 Risposte a “Accordo tra il governo britannico e i provider per fermare il P2P”

  1. hamen said:

    E se scarico distribuzioni linux o altro materiale di grosse dimensioni, motivo per cui il tipo invento’ bt, dalla mattina alla sera? Come “sanno” cosa sia’ illegale o no? Come sanno cosa “sia”, vista l’attuale criptazione del flusso bt? Come sanno che sto scaricando, vista l’attuale rete DHT? Come sanno che e’ bt, piuttosto che skype, piuttosto che vuze, piuttosto che sopcast? Di grazia…

  2. Enrico said:

    Non vivo in Gran Bretagna, ma se mi dovesse arrivare una lettera del genere io mi arrabbierei di brutto. Perché? Semplice: ultimamente si dice molto sul vietare le intercettazioni: anche se non sono daccordo, non voglio che siano consentite per il p2p e i provider (per coprire i loro sporchi trucchi di marketing). Se si vietano, e mi arriva qualcosa del genere, porto in tribunale tutti quelli che posso. Fino a dove esiste l’appello o cose del genere.
    Ma, cosa più importante, porto in tribunale io la compagnia telefonica se mi dovesse dire che “uso troppo la banda” (è risaputo che il p2p come “sistema” (o come “sistemi”) usa al massimo la banda di un normale download server-to-client). E visto che le compagnie non hanno mai il massimo di banda che vendono (marketing), queste cose gli dan fastidio. Con la scusa dell’illegalità scambiano la parola p2p con illegale e fanno contenti tutti i governi e società dei diritti (SIAE).

    IMHO tu mi vendi 20 Mega (che tra l’altro tutti pensano che sia un megabyte invece è megabit, ma questo non lo dicono ovviamente gli ISP) con IP pubblico, io uso 20 mega con il sistema che mi pare. Altrimenti non me la vendi la connessione.

    Se gli utenti che scaricano con eMule e BitTorrent sapessero BENE quello che stan facendo, probabilmente le compagnie starebbero più attente (e non intendo solo quelli che scaricano materiale protetto da diritti d’autore, ma anche quelli che scaricano altro via bittorrent).

    Enrico

  3. visnotjl said:

    Sarebbe interessante scoprire se, l’ introduzione di queste limitazioni ai servizi, desse finalmente una spinta definitiva allo sviluppo di progetti alternativi, quali ad. es: “Netsukuku”
    (http://it.wikipedia.org/wiki/Netsukuku).
    Potrebbe essere finalmente l’ occasione per “riconquistare la libertà di Internet”…. che ne dite ?

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