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RapidShare costretta a monitorare utenti e contenuti
ottobre 2008 da Lobotomia
A seguito di una sentenza della corte di Amburgo, la Rapidshare si ritrovà l’obbligo di controllo preventivo non solo sui contenuti, ma anche degli ip degli utenti stessi.
Questo la sentenza dopo che la GEMA, controparte tedesca della SIAE, ha accusato Rapidshare di lucrare sulla violazione del diritto d’autore (attuata però dagli utenti). Secondo il giudice infatti, anche se l’upload effettivo dei file avviene da parte degli utenti, Rapidshare avrebbe comunque fornito strumenti a pagamento (account premium) che favorissero la diffusione di materiale pirata. “Un servizio che non usi adeguati metodi di protezione non può dichiararsi rispettoso della legge”.
In più, sempre secondo la sentenza, i sei impiegati che controllano e eliminano su segnalazione i materiali protetti, non sono stati ritenuti una forza lavoro sufficente. Ora Rapidshare sarà costretta ad effettuare un controllo preventivo su tutti i file, prima di pubblicarli,e quindi moltiplicare la forza lavoro per tale scopo.
In oltre rapidshare sarà costretta a monitorare gli ip degli utenti e non permettere più l’acesso al servizio a quegli ip statici che ripetutamente hanno tentato l’upload di materiale protetto.
Basterà tutto questo a fermare l’avanzata dei servizi di hosting? Basta pensare che tutte queste protezioni vanno a farsi benedire nell’istante stesso in cui il contenuto da uploadare venga cifrato, cosa fra l’altro già molto diffusa
[via puntoinformatico.it]
Link
- rapidshare.de






























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