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Incongruenze tra legge e diritti, DRM e libera condivisione.
novembre 2008 da Lobotomia
Navigando qua e la, si apprendono una serie di notizie che, prese una per una, lasciano l’amaro in bocca, una sensazione di smarrimento particolarmente strana.
Allora cosa ho provato a ragionare in termini di giustizia umana e mi sono posto quindi dei quesiti, ai quali non riesco a dare una risposta precisa. Una di queste domande è semplice quanto logorroicamente complicata.
Chi e come vengono decise le sanzioni amministrative/legali per azioni che ledono i diritti di qualcuno, ma che umanamente trovo corrette quanto pulite?
Prima che vi arrovelliate il cervello arrivo al punto della situazione.
Questa mattina, come di consueto il sabato, leggo un pò di notizie dal mondo. Lo faccio il sabato mattina perchè trovo rilassante leggere il “giornale” quando non ho nulla da fare, e nel riassunto dei “fatti” della settimana trovo alcune notizie che mi hanno lasciato sgomento:
direttamente da RaiNews24 leggo: Virus nascosto nelle pagine web: 67.000 persone truffate, conclusione, la Polizia Postale ha preso i delinquenti, tranne uno, il quale rischia solo una denuncia, cito testualmente:
Il paradosso è che il trentenne responsabile della ditta di informatica di San Marino nemmeno si è presentato all’atto della perquisizione degli uffici: rischia solo una imputazione per frode informatica e diffusione di codici virali, ed è stato semplicemente denunciato. Questo prevede infatti la legge, a meno che le migliaia di truffati non si costituiscano parte civile, agendo in termini legali contro il truffatore.
La seconda notizia che mi ha lasciato perplesso riguarda invece alcuni giovani indagati dalla Guardia di Finanza per aver messo in condivisione attraverso qualche noto programma di P2P circa 1,5TB di musica, video, programmi. La condanna prevede multe da 125.000.000,00 di Euro, centesimo più centesimo meno!
La notizia è comparsa sulle pagine di Punto Informatico, e continuando a leggere lo sgomento aumentava, anche perchè ovviamente ho provato a calcolare quanto gli costata una sola canzone.
L’articolo di Punto Informatico precisa che il sequestro ha portato alla luce circa 120.000 opere coperte da diritti d’autore.
125.000.000 : 120.000 = 1041,…
cioè ogni brano musicale gli è costato la bellezza di circa 1041,00€!
Cito ancora l’articolo:
Ad applaudire i risultati dell’operazione è stata proprio FIMI che ricorda che nelle scorse settimane “anche la GdF di Bergamo ha denunciato diversi soggetti che distribuivano illegalmente musica tramite le reti P2P irrogando sanzioni amministrative per un totale di 8 milioni e mezzo di euro”.
Secondo Enzo Mazza, presidente FIMI, “le istituzioni e le forze di polizia hanno ormai preso atto che la pirateria digitale non è un problema di quattro ragazzetti che scaricano a sbafo ma una seria minaccia per l’industria della creatività. Colpire i grandi spacciatori di musica illegale, costituisce un segnale di fermezza contro una crescente attività organizzata che causa notevoli danni ai nuovi business model della musica in rete”.
Ora, sempre perchè non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma mi sembra un attimo una presa per i fondelli.
Gli artisti percepiscono, credo, ingenti somme di denaro sfruttando proprio l’onda del loro successo. Obiettivamente non mi da fastidio che un cantante fa una bella canzonetta e ne ricava dei soldi, in fin dei conti è un lavoro, quello che non sopporto è lo “sgobbo” che le case discografiche fanno proprio sulle spalle dei propri artisti. In più ci metto la SIAE, che non solo ti obbliga a pagare una tassa sul CD dei Dimmu Borgir che felicemente acquisti in negozio, ma DEVI pagare anche una tassa su quello che potenzialmente puoi masterizzare, e si, perchè se acquisti un CD vuoto, paghi una tassa, oltre alla solita IVA.
Sommiamo tutto questo al prezzo corrente di un CD dei Dimmu Borgir, e ne vien fuori che costa la bellezza di 36,00€ in Italia.
La considerazione che facevo, riguardava appunto la disparità di trattamento che si fa in taluni casi. Il tale che ha organizzato una truffa contro 67.000 personcine, se la cava con una denuncia, nonostante abbia rubato, si calcola, circa un milione di euro, ma ce ne rendiamo conto?
Quatto ragazzi che condividono musica, truffando le case discografiche e i detentori dei diritti delle opere, si beccano invece 125.000.000 di euro di multa,. più la reclusione!!!
Ma la vedo strana io o c’è proprio qualcosa che non va?
…non mi va di fare polemica, nè di “flammare”, ma è da ricordare quello che è un principio fondamentale dell’Internet moderna… la libera condivisione delle informazioni, il libero scambio etico di informazioni e contenuti…






























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