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Governo contro la libera informazione, siamo al secondo tempo.

novembre 2008 da Lobotomia

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Era il 2007 quando nelle camere circolava una proposta di legge che impediva ai blogger italiani la diffusione di notizie, la legge Levi-Prodi avrebbe messo in ginocchio una buona parte dei italiani. La legge, creata allora per spezzare la diffusione di notizie sulle magagne del “ceppalonico”, voleva mettere un freno alla voce di Beppe Grillo, il quale nel suo fa fuoco e fiamme contro tutto ciò che c’è di storto intorno a lui. Siamo nel 2008, a più di un anno di distanza ci ritroviamo nella medesima situazione.

In pratica circola silenziosamente sotto banco nuovamente una proposta di legge che impedirebbe ai nostri di diffondere notizie, inoltre la proposta servirebbe anche rifocillare le già vuote casse dello stato, si perchè chi avrebbe un bannerino pubblicitario, un adsense, o qualsiasi click and go….verrebbe considerata azienda che lucra, pertanto dovrebbe pagare delle tasse sugli introiti.

In poche parole buonissima parte dei dovrebbero chiudere battente.

Chi correla i propri articoli di bannerini e adsense fa attività d’impresa pertanto deve essere iscritto al ROC, potendo potenzialmente incorrere in reati di stampa, e chi non si registra al ROC può incorrere nel reato di stampa clandestina.

La situazione è pericolosissima, lo stato attuale delle cose fa riflettere moltissimo.

Il governo vuole il controllo della rete, il controllo dello scambio di informazioni tra i “liberi” cittadini. Lo stato vieta le intercettazioni telefoniche, lo stato vieta la possibilità di porre in arresto chiunque faccia parte della “dirigenza”, lo stato ammette reati che fino a poco tempo fa erano perseguibili, non ponendoli più nella posizione di “reato”, lo stato blocca la stampa, l’informazione televisiva libera.

lo stato vuole chiudere la bocca ai blogger, soggetti troppo scomodi per lasciarli parlare.

La domanda sorge spontanea, e se i blogger trasferiscono i loro domini in stati esteri?
E se i blogger trasferiscono i propri fondi all’estero?
E se i blogger decidessero un giorno di pubblicare tutti i carteggi pubblici relativi a questi signori che sono al potere?

Negli ultimi anni le libertà personali sono andate man mano scemando, e sta succedendo che pian pianino si sta anche limitando le già poche libertà digitali.

Orwell, io penso, ha azzeccato la propria analisi del futuro, con tantissimi anni di anticipo.

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Una Risposta a “Governo contro la libera informazione, siamo al secondo tempo.”

  1. …e lo scandalo continua… « Pistulune staminchiazza….capocchiova! said:

    [...] ha menzionato qualcosa su questa specie di rivolta on line? Come già successo in passato, con il DDL anti-blog sono molti siti italiani a pagarne le spese. Difatti, non solo chi offre informazione è a rischio, [...]

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