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P2P e ISP, gli utenti sono tutti criminali?

novembre 2008 da Lobotomia

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Qualche giorno fa, un’ ANSA raccontava di una decisione presa in alcuni “ambienti governativi” di imporre un’ imposta agli ISP per “eventuale” uso “pirata” della connessione da parte degli utenti. La smentita puntualmente arriva da Giorgio Assumma, in quale afferma, che la proposta stessa non è arrivata da SIAE.

Il costo che dovrebbero sostenere gli ISP, dovrebbe essere una licenza collettiva per eventuali download “criminali” effettuati dai propri utenti. Ovviamente gli ISP dovrebbero rifarsi sui propri clienti. Ciò dimostrerebbe che tutti i clienti sono “criminali” che scaricano dalla rete prodotti coperti da DDR. Diciamo che il discorso a noi consumatori non garba moltissimo, il contributo che si dovrebbe pagare infatti si ridurrebbe ad una vera e propria imposta. Punto Informatico fa un paragone con il canone RAI, il quale potrebbe essere un’imposta, ma che in effetti non lo è, perchè è una tassa vera e propria, che afferma con certezza che noi siamo possessori di un apparecchio radiotelevisivo, a prescindere o meno dall’uso che ne facciamo, anche se non guardiamo trasmissioni RAI. Il principio sbagliato ta nel fatto di considerare tutti gli utenti alla stregua di chi fa del vera e propria pirateria. Il dilemma è sempre lo stesso, condividere le informazioni di qualsiasi genere o permettere che la diffusione del sapere possa avvenire solo sotto compenso.

Sorge una domanda, se invitassimo degli amici a casa ad ascoltare un nuovo CD, sarebbe reato? In fin dei conti gli “amici” no hanno pagato alcuna tassa per ascoltare quel CD. E quando lo stereo della nostra auto è ad un volume un pò “alto” e tutti riescono ad ascoltare un assolo di Hendrix, devono pagare un’imposta per l’ascolto della musica “on air”?

Il discorso si rifà proprio alla legittimità che tutti hanno di disporre di ciò che hanno acquistato legalmente e all’uso che ne fanno.

Esempio è quello che feci in un articolo precedente:

La FIAT produce la UNO, chiudiamo la FIAT perchè la banda della UNO bianca utilizza proprio un’auto di quella marca, oppure, imponiamo il pagamento forfettario di una tassa a tutti coloro che vogliono acquistare una UNO, per risarcire tutte le banche rapinate dalla banda stessa, è un pò ridicolo.

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